di Lucilla Amerini

Nelle scorse settimane, il governo socialista spagnolo di Pedro Sánchez ha inviato una lettera ufficiale al re marocchino Mohammed VI, in cui viene riconosciuta come “legittima e credibile” la richiesta di rendere il Sahara Occidentale una provincia autonoma del Marocco. La lettera rappresenta una forte presa di posizione di Madrid in favore delle posizioni del governo marocchino, in contrasto con il consueto appoggio spagnolo a favore dell’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale e con la costante instabilità delle relazioni tra e Spagna, Marocco e Algeria.

Il Sahara Occidentale è un vasto territorio dell’Africa Nordoccidentale scarsamente abitato ma ricco di risorse ittiche e di giacimenti di fosfati. Il conflitto tra Marocco e Fronte Polisario– i rappresentanti politici del popolo dei saharawi – prosegue dal 1975, quando la Spagna si ritirò dal territorio che aveva colonizzato per circa 100 anni. Nel tempo, il Regno del Marocco ha sfruttato le ricche risorse del Sahara Occidentale senza che la popolazione ricevesse alcuna compensazione. Ad esempio, molti prodotti esportati dal Marocco nell’Unione europea sono in realtà provenienti dai territori occupati del Sahara, ed i proventi entrano nelle casse del governo marocchino.

Negli ultimi due anni, due eventi hanno contribuito all’ulteriore peggioramento delle relazioni tra Spagna e Marocco: la dichiarazione dell’ex presidente americano Donald Trump di fine 2020, che aveva di fatto riconosciuto le istanze marocchine sul Sahara Occidentale, ed il fatto che la Spagna abbia curato sul proprio territorio il leader del Fronte Polisario affetto da covid-19. Lo stallo diplomatico tra i due paesi aveva raggiunto un punto tale per cui l’ambasciatore marocchino a Madrid era stato ritirato. Inoltre, il governo marocchino ha allentato tutti i controlli al confine con le due enclave spagnole di Ceuta e Melilla, provocando l’entrata non autorizzata di centinaia di giovani provenienti dal Marocco e da altri paesi africani, mettendo sotto pressione le strutture di accoglienza spagnole. Ceuta e Melilla sono l’unico confine terrestre tra l’Unione europea e l’Africa, eredità del passato coloniale della Spagna e motivo di ulteriore conflitto con il Marocco, che le rivendica da tempo.

La Spagna di Sánchez doveva necessariamente trovare il modo di riconciliarsi con il Marocco; da qui la lettera inviata al regnante marocchino. Infatti, il Marocco è considerato strategicamente importante, per il suo ruolo nella lotta con i gruppi religiosi estremisti della regione e nel contenere il crescente numero di migranti africani che cercano di sfuggire dalla povertà. Per questo motivo, l’influenza del Marocco sulla Spagna è cresciuta negli ultimi anni, così come si sono intensificati gli accordi commerciali tra Marocco e UE, non privi di controversie a causa dell’effettiva provenienza dei prodotti – come spiegato sopra, spesso dal territorio occupato del Sahara Occidentale.  

Da parte sua, il governo marocchino ha sottolineato che non sottoscriverà altri partenariati economici con paesi che si oppongono al riconoscimento della propria sovranità sul territorio del Sahara. Solo quarantotto ore dopo la pubblicazione della lettera, l’ambasciatore del Marocco è rientrato in Spagna. L’obiettivo dichiarato della missiva era quello di “avviare una nuova fase di relazioni” tra Spagna e Marocco. Queste si dovranno basare “sulla trasparenza, il mutuo rispetto degli accordi, l’astensione da azioni unilaterali e l’affrontare insieme le sfide comuni, in particolare la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo e nell’Atlantico.”

La scelta del governo spagnolo di sostenere una risoluzione del conflitto che trasformerebbe il Sahara Occidentale in una provincia marocchina non è certo passata inosservata. Nel Parlamento spagnolo nessun altro partito ha sostenuto la decisione e Sánchez è stato accusato dai parlamentari di aver “tradito” il popolo saharawi. Inoltre, la questione complica le relazioni tra Spagna e Algeria.

Algeria e Marocco hanno da decenni relazioni conflittuali, peggiorate negli ultimi tempi. Nell’agosto del 2021 l’Algeria ha interrotto i rapporti diplomatici con il Marocco in seguito alla diffusione di un documento dove il Marocco appoggiava la causa indipendentista di un gruppo minoritario algerino. Al contrario, i rapporti Spagna e Algeria sono quasi sempre stati positivi, e Madrid contribuisce finanziariamente al sostentamento dei campi profughi algerini dove alloggiano i rifugiati saharawi. Inoltre, per quanto la Spagna sia meno dipendente dal gas a confronto con altri stati europei, necessita del gas algerino per soddisfare la domanda interna.

La situazione è precipitata in seguito alla pubblicazione della lettera di Sánchez al Marocco: l’ambasciatore algerino a Madrid è stato richiamato in patria, per evidenziare il continuo sostegno di Algeri alla causa dell’indipendenza del Sahara Occidentale e l’opposizione al miglioramento dei rapporti tra Madrid e Rabat.

Marocco e Algeria hanno entrambi forti interessi nell’Unione europea che gli Stati membri possono utilizzare per ridurre il rischio di instabilità e l’aumento dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo. Per raggiungere questo obiettivo, la Spagna e gli altri paesi dovrebbero stringere una relazione più equilibrata con il Marocco evitando di alienare l’Algeria.

Gli stati europei hanno un ruolo chiave in Nord Africa a causa dei loro legami storici, della vicinanza e dei legami economici con la regione. Potrebbero così contribuire a ridurre le tensioni tra Marocco e Algeria, ma per farlo devono mantenere una posizione equilibrata nelle loro relazioni con entrambi i paesi. Al contrario, i leader europei ultimamente sembrano cedere alle richieste marocchine, minando la loro credibilità nei confronti dell’Algeria, che questo in momento storico, in cui la sicurezza energetica europea è messa in discussione, svolge un ruolo importante come esportatore di gas e petrolio.

Lasciare che il Marocco stabilisca i termini delle sue relazioni con l’UE rischia di incoraggiarlo a diventare ancora più assertivo, nonché a proiettare un’immagine di debolezza strategica europea, in contrasto con l’obiettivo di diventare una potenza geopolitica. Inoltre, un regno marocchino più forte potrebbe minare la capacità europea di svolgere un ruolo di moderatore in Nord Africa, e di danneggiare i più ampi interessi dell’Unione nella regione. L’UE dovrebbe ricalibrare le sue politiche in modo da poter realizzare meglio le proprie ambizioni a lungo termine nelle relazioni sia con il Marocco che con l’Algeria, influenzando anche la dinamica dell’escalation tra i due rivali all’interno del conflitto del Sahara Occidentale.

Foto in copertina: Schronicles

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