Elezioni parlamenti in Repubblica Ceca: come sono andate le cose

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

di Nicole Molinari

Nel fine settimana tra l’8 e il 9 ottobre 2021 in Repubblica Ceca si sono tenute le elezioni parlamentari che hanno portato al termine del precedente governo guidato da Andrej Babis, leader del partito ANO. Sono state elezioni interessanti sotto molti punti di vista, primo tra tutti il processo di formazione del nuovo governo che è giunto ad una conclusione solamente un mese dopo, e che ha portato ad una svolta democratica per il Paese con l’insediamento delle coalizioni europeiste e filoccidentali, ma anche per altri aspetti che ora verranno illustrati.

Queste ultime elezioni probabilmente erano percepite come decisive da parte del popolo, infatti hanno registrato un’affluenza alle urne superiore rispetto alle scorse del 2017, anche se l’aumento non è stato così significativo, dato che si tratta del 65% degli elettori contro il precedente 60% (IDEA 2021). L’esito ottenuto è differente rispetto a quello passato, dato che la maggioranza dei voti (27.8%) è andata alla coalizione SPOLU (“Insieme”), la quale è composta dal partito Civico Democratico (ODS), l’unione dei partiti popolare e il partito Cristiano-Democratico (KDU-CSL), e dal partito Liberal-Conservatore TOP09. Al secondo posto troviamo il partito ANO (che in ceco significa “sì”, ma è anche l’acronimo di “azione dei cittadini insoddisfatti”), con il 27.1%, e successivamente la coalizione Pir+STAN, formata dal Partito Pirata ceco (equivalente dei Verdi in Germania e Austria) e da STAN, che si tratta di un gruppo di sindaci e candidati indipendenti. È quindi chiaro che il governo uscente ha perso potere nel corso degli anni, nonostante rimanga comunque molto popolare. Un aspetto interessante da notare è che per la prima volta dal 1920 nel parlamento non vi sarà nessun rappresentante del partito comunista, perché il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM) non è riuscito a superare la soglia di sbarramento del 5%, così come non è stato incluso per la prima volta nella storia il partito Social-Democratico (CSSD), il più antico del Paese (Euronews 2021).

Fonte: Euronews

I risultati quindi parlavano chiaro, nonostante si fosse venuta a creare una situazione in cui la coalizione vincente avesse acquisito meno seggi in parlamento (71) rispetto ad ANO (72) (Euronews 2021). L’incertezza che ha portato all’allungamento del processo di formazione del governo si è aggravata con la posizione che il presidente Milos Zeman ha assunto; egli, infatti, è molto legato a Babis e al termine delle elezioni aveva dichiarato che avrebbe indicato come primo ministro – che successivamente avrebbe dovuto presentarsi in parlamento per ottenere la fiducia – il leader del partito vincente, e non della coalizione, il che avrebbe appunto significato un ritorno di Babis al potere. Ciò non si è verificato per le polemiche sollevate da SPOLU, che aveva minacciato di rimuovere il presidente tramite la Corte costituzionale se ciò si fosse verificato, ma soprattutto per le condizioni precarie di salute del presidente. Egli è stato infatti ricoverato e tutt’ora si trova in ospedale, cosa che lo rende debole agli occhi della popolazione e gli impedisce di influire in maniera decisiva sul futuro del Paese.

Dopo un mese di instabilità e di tentativi per giungere ad una soluzione, è stata formalmente finalizzata l’alleanza tra SPOLU e Pir+STAN, la quale andrà andare a formare un governo di coalizione, con a capo come primo ministro Petr Fiala – conservatore europeista e filoccidentale, è leader del partito ODS e della coalizione SPOLU, scelto come candidato comune nell’accordo. È stato lo stesso presidente Zeman ad affermare recentemente, non potendo più fare altrimenti: “Sono pronto a trattare con tutti e mi sembra logico conferire l’incarico al candidato delle ex opposizioni vincitrici del voto, Petr Fiala” (Tarquini 2021). Ciò significa che il partito ANO è definitivamente passato alla minoranza, con 72 seggi contro 108 totali. Secondo molti questa rappresenterebbe un’alternativa migliore rispetto al governo di Babis, il secondo uomo più ricco della Repubblica Ceca; durante il suo mandato egli è stato più volte accusato da polizia, magistratura ceca e procura anti corrotti europea di corruzione, conflitto di interessi, illeciti fiscali anche nell’uso di fondi UE – la Commissione Europea aveva infatti annunciato che avrebbe ritardato finanziamenti importanti allo Stato se non fossero state messe in atto riforme alle leggi anticorruzione. Recentemente è stato anche al centro dello scandalo dei Pandora Papers per investimenti non dichiarati. Il suo programma era di stampo fortemente populista, anti-immigrazione e anti-EU. Secondo la maggioranza, il governo formato da SPOLU e Pir+STAN migliorerebbe l’immagine del Paese a livello internazionale, anche se molti sono scettici riguardo alla sua effettiva stabilità. Questo è dovuto al fatto che ODS, KDU-CSL e TOP09 sono considerati come partiti di centro, mentre il partito Pirata ceco e STAN tendono più verso l’ala destra. Inoltre, i manifesti iniziali delle due coalizioni condividevano sì le idee generali, ma differivano su alcuni punti importanti. In particolare, SPOLU proponeva una membership attiva all’interno sia dell’Unione Europea sia della NATO, così come un approccio favorevole alle imprese con sostegni fiscali, un atteggiamento differente nei confronti della politica migratoria europea – alla quale Babis si opponeva fortemente -, un distanziamento della Repubblica Ceca dalle politiche di Ungheria e Polonia, e dal gruppo di Visegrad, ma anche una politica estera basata sui valori promossi da Vaclav Havel, i diritti umani e civili, e infine una revisione delle relazioni con Russia e Cina. Pir+STAN si faceva promotrice invece di politiche più progressiste. Il programma comune stipulato sembra concentrarsi sulla lotta alla corruzione, all’impegno contro ogni ingerenza russa, ogni espansione economica e indirettamente politica della Cina nella Repubblica Ceca e nel resto dell’est appartenente a UE e NATO, così come ad un risanamento delle finanze pubbliche.

In conclusione, un accordo su un programma politico comune è stato trovato e anche sulla divisione dei ministeri, perciò sembra che effettivamente si procederà in questa direzione. Se il nuovo governo proverà di essere più stabile ed efficiente del precedente è ancora tutto da vedere, ma certo è che si troverà ad affrontare molte sfide dovute all’economia in difficoltà e un debito crescente – a causa delle spese messe in atto da Babis prima delle elezioni per provare ad evitare la sconfitta per aumenti salariali, aumenti delle pensioni e spesa pubblica -, le conseguenze della crisi energetica e soprattutto la crescita dei casi da coronavirus.

Fonti:

Tarquini, A., Svolta a Praga, il premier Babis lascia: al conservatore Fiala l’incarico di formare il governo, La Repubblica, 5 novembre 2021;

In Repubblica Ceca è stato raggiunto un accordo per formare il nuovo governo, Il Post, 3 novembre 2021

The Future Czech Government Wants to Return to Vaclav Havel’s Values, Prague Morning, 23 ottobre 2021;

Six takeaways form the Czech Republic’s historic elections, Euronews, 13 ottobre 2021;

Czech election: PM Andrej Babis’ ANO party narrowly loses popular vote to centre-right coalition, Euronews, 10 ottobre 2021;

Le elezioni in Repubblica Ceca non sono andate bene per Andrej Babis, Il Post,10 ottobre 2021;

Voter Turnout Database, IDEA, 2021.

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